Protesi totale di ginocchio.
La rivoluzione dell'allineamento cinematico
Protesi di ginocchio: non solo per sostituire l’articolazione, ma ritrovare un movimento naturale
Quando il ginocchio è gravemente danneggiato dall’artrosi, il dolore può diventare quotidiano e rendere difficili anche attività semplici come camminare, salire le scale o alzarsi da una sedia.
La protesi di ginocchio permette di sostituire le superfici articolari danneggiate con componenti artificiali, con l’obiettivo di eliminare il dolore e recuperare una buona funzione.
Ma una protesi di ginocchio non deve essere considerata soltanto come un “pezzo nuovo” da inserire nell’articolazione.
Il vero obiettivo è fare in modo che il nuovo ginocchio funzioni in modo il più possibile naturale e stabile.
Il ginocchio non è semplicemente un cardine
Il movimento del ginocchio è molto più complesso di quello di una semplice cerniera.
Durante la flessione e l’estensione, il femore e la tibia cambiano continuamente il loro rapporto. A guidare e stabilizzare questi movimenti sono anche i legamenti, in particolare i legamenti collaterali e, quando conservato, il legamento crociato posteriore.
Possiamo immaginare i legamenti come le corde che tengono centrata e stabile un’articolazione.
Se queste corde sono troppo tese da una parte e troppo rilassate dall’altra, il movimento può risultare meno naturale.
Per questo, durante una protesi di ginocchio, non è importante soltanto posizionare correttamente le componenti della protesi.
È altrettanto importante ottenere un buon equilibrio dei legamenti.
Che cosa significa “equilibrio legamentoso”?
Immaginiamo di avere una porta.
Se le cerniere sono perfettamente posizionate e la porta è equilibrata, si apre e si chiude facilmente.
Se invece una cerniera è troppo tesa o una parte della porta è sottoposta a una pressione eccessiva, il movimento diventa meno fluido.
Nel ginocchio il principio è simile.
Durante l’intervento il chirurgo deve cercare di ottenere un equilibrio adeguato dei tessuti molli e dei legamenti sia quando il ginocchio è esteso sia durante la flessione.
Questo equilibrio contribuisce alla stabilità, alla fluidità del movimento e alla sensazione di un ginocchio più naturale.
Allineamento meccanico e allineamento cinematico
Tradizionalmente, molte protesi di ginocchio vengono posizionate utilizzando il cosiddetto allineamento meccanico.
L’obiettivo principale è riportare l’arto verso un asse considerato neutro, cercando di distribuire i carichi secondo determinati riferimenti geometrici.
L’allineamento cinematico parte invece da un concetto differente:
ogni ginocchio ha una propria anatomia.
Prima dell’artrosi, femore, tibia, legamenti e superficie articolare lavoravano insieme secondo una geometria individuale.
L’obiettivo dell’allineamento cinematico è cercare di rispettare maggiormente questa anatomia personale, ripristinando la posizione dell’articolazione e la sua linea articolare in relazione alle caratteristiche specifiche del paziente.
Significa adattare il posizionamento della protesi al ginocchio del singolo paziente, entro limiti di sicurezza, cercando di conservare il più possibile la sua biomeccanica naturale.
Perché i legamenti sono così importanti nell’allineamento cinematico?
Questo è uno degli aspetti più interessanti della filosofia cinematica.
Nel modello tradizionale si può partire principalmente dalla geometria dell’arto e successivamente adattare i tessuti molli.
Nell’allineamento cinematico l’obiettivo è invece considerare maggiormente la relazione tra anatomia ossea e tensione dei legamenti.
Quando possibile, si cerca di evitare di modificare inutilmente l’equilibrio naturale dei tessuti.
In altre parole:
non si cerca soltanto di mettere la protesi nella posizione “perfetta” secondo un asse geometrico; si cerca di far lavorare insieme protesi, ossa e legamenti nel modo più armonico possibile.
Un ginocchio personalizzato
Ogni paziente presenta caratteristiche anatomiche differenti.
Alcune persone hanno naturalmente le gambe leggermente più vare, altre più valghe. Anche la forma del femore, della tibia, la posizione della linea articolare e la tensione dei legamenti possono essere diverse.
Per questo motivo considero importante una protesi personalizzata sulla anatomia e sulle caratteristiche del singolo paziente, piuttosto che applicare lo stesso schema geometrico a tutti.
L’obiettivo non è correggere necessariamente ogni ginocchio fino a renderlo identico a un modello ideale.
L’obiettivo è ricostruire un ginocchio stabile, equilibrato e funzionale, rispettando quando possibile la sua anatomia individuale.
La tecnologia aiuta il chirurgo
Le moderne tecnologie di pianificazione e di assistenza robotica possono essere utilizzate per conoscere con grande precisione l’anatomia del paziente e verificare intraoperatoriamente posizione degli impianti, allineamento e bilanciamento.
La tecnologia, però, non sostituisce il chirurgo.
È uno strumento che permette di eseguire con maggiore precisione una strategia chirurgica già definita.
La parte fondamentale rimane la capacità di interpretare l’anatomia del paziente e di scegliere la soluzione più adatta a quel particolare ginocchio.
L’obiettivo finale: un ginocchio che si “senta” naturale
Una protesi tecnicamente ben posizionata non deve essere valutata soltanto attraverso una radiografia.
Il risultato importante è come il paziente utilizza il ginocchio nella vita quotidiana.
Camminare, salire le scale, alzarsi da una sedia, guidare, fare attività fisica: sono queste le situazioni nelle quali il paziente deve ritrovare fiducia e funzionalità.
Per questo motivo, nella mia pratica chirurgica, considero fondamentale associare:
- studio dell’anatomia individuale;
- corretto posizionamento delle componenti;
- equilibrio dei legamenti;
- rispetto della linea articolare;
- stabilità durante il movimento;
- recupero funzionale personalizzato.
Una nuova filosofia della protesi di ginocchio
La protesi moderna non consiste semplicemente nel sostituire una superficie articolare consumata.
Significa cercare di ricostruire un sistema articolare equilibrato, nel quale ossa, protesi e legamenti possano lavorare insieme.
L’allineamento cinematico rappresenta una delle strategie moderne che perseguono questo obiettivo, cercando di avvicinare il funzionamento della protesi alla particolare anatomia e biomeccanica del paziente.
La scelta della tecnica, tuttavia, deve essere sempre individualizzata in base all’anatomia, alla deformità, alle condizioni dei legamenti e alle caratteristiche di ciascun paziente

